Counseling filosofico. La soluzione attraverso la filosofia.

Counseling filosofico è il farsi strada tra le proprie idee attraverso la filosofia.

Ma seguimi che ti spiego meglio.

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Per filosofia si intende l’attività che interpreta e definisce i modi del pensare, del conoscere e dell’agire umano. La filosofia è la ricerca e la tendenza alla conoscenza. Socrate, considerato il filosofo per eccellenza, sapeva di non sapere e quindi si spingeva ad una ricerca continua. Un’indagine continua per conoscere le questioni umane.

Platone addirittura considerava la filosofia la scienza superiore, capace di trovare il senso delle altre scienze.

Quindi “fare” filosofia  vuol dire immergersi nel profondo dell’animo umano.

Quindi il counselig filosofico vuole utilizzare la filosofia come metodo, come ricerca, per indirizzare il pensiero umano, per chiarirne gli aspetti più reconditi attraverso un rapporto interpersonale.

Il filosofo quindi cerca di trascendere  superando la normale dimensione quotidiana del pensiero.

Il counselor filosofico cerca di condurre il consultante al superamento del pensiero più superficiale per andare oltre, per vedere la realtà come essa è per rispondere a domande tipiche dell’esistenza.

Il rapporto tra il counselor e il consultante è fondamentale perchè è proprio all’interno di questo rapporto che si instaura il dialogo filosofico.

Il metodo per proseguire il dialogo è prettamente filosofico da quello dialettico, al fenomenologico o ermeneutico o socratico ecc ecc. Ciò in base alle caratteristiche  dei due partecipanti al percorso.

Questi metodi se noti, non insegnano e non spiegano ma ricercano. Ricercano tra i tuoi pensieri per farti apparire il mondo così com’è, per arrivare ad un punto ben preciso dei tuoi pensieri e della tua vita.

Si intraprende un percorso di counseling filosofico davanti a disagi non dovuti a patologie, ma per superare irrigidimenti mentali per aprirti a nuove visioni.

Non è un percorso alternativo alla psicologia, ma si stanno trovando fantastici punti di sinergia efficaci.

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Stanchezza e paura: spezzare il legame e vivere meglio

Stanchezza e paura. Puoi pensare che siano due cose assolutamente slegate. Pensi “io sono stanca/o perchè lavoro tanto”, ho una famiglia a cui pensare”… Eppure anche i single sono stanchi…vedi la pubblicità di mille integratori, li assumi ma nulla cambia.

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Allora fermati! Prova a pensare cosa mi fa paura?

Eh si… stanchezza e paura sono fortemente legate tra loro. La paura attiva una parte del nostro cervello, l’amigdala, che aumenta la nostra attenzione. Si la paura crea stanchezza e stress. Mette il tuo cervello e fisico in condizioni di continua allerta e difesa. Per questo ti senti stanco: fai sempre la guardia! Ricorda anche che la paura prevale sulle altre emozioni e ti impedisce di viverle fino in fondo!

Non tutte le tue paure sono consce, per questo è necessario fermarsi un attimo e magari provare a meditare.

Purtroppo si vive di paure: paura del capo, paura di sbagliare, di fare un incidente in mezzo al traffico, paura che qualcosa vada storto.

Ad esempio io avevo paura anche quando stavo vivendo un momento felice. Temevo che finisse, che si verificasse qualcosa di poco piacevole.

Ora pensa: di cosa ho paura? Cosa vivo con ansia? Rilassati e lascia che i pensieri scorrano.

Poi la svolta: ripeti “io mi voglio bene”. Basta!! Supera i dubbi e le paure. Innanzi a tutto inizia a prenderti cura di tè stessa/o. Cura l’aspetto fisico, fai un pò più movimento e indossa qualcosa di nuovo (non occorre sia costoso).

Soprattutto prova a cambiare le piccole abitudini. Parlerò di questo più approfonditamente nel mio prossimo infoprodotto.

Non si tratta di stravolgere la vita (un cambiamento improvviso potrebbe essere causa di ulteriore stress emotivo), ma di cambiare proprio quelle piccole “usanze” che spesso ci danno conforto.

Infatti, anche se a livello inconscio, ti “nascondi” dietro quei piccoli gesti e atti che ti danno sicurezza: fare colazione alla stessa ora, mangiare le stesse cose, percorrere la stessa strada per andare al lavoro ecc ecc. Allora da domani cerca una strada alternativa e cambia percorso per andare al lavoro. Cambia il menu della colazione. Usa più la mano sinistra per svolgere le piccole attività.

Cerca di avere dei rapporti con le altre persone di qualità. Stai con amici veri e sinceri o più con la tua famiglia. L’importante che tu non provi solitudine, ma che ti senta libera/o di esprimere te stessa/o.

Cerca di superare le paure quotidiane. Non pensare che puoi sbagliare, ma respira profondamente e pensa alla soddisfazione di svolgere un buon lavoro. Questo atteggiamento di impedisce di vedere gli ostacoli ma ti permette di andare oltre e focalizzarti sul risultato.

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Alzati mezz’oretta prima del solito, svolgi 10 minuti esercizi fisici (basta un pò di stretching) , dieci minuti di meditazione e dieci minuti di lettura.

Durante la meditazione liberati da tutti i pensieri, lasciali correre, prendine consapevolezza, ringrazia per qualcosa di bello.

La meditazione camminata: relax in mezzo alla folla

 

medcam2-225x300Camminare mi piace tantissimo così ho pensato di praticare la meditazione camminata per poter trovare un pò di relax e benessere anche quando non posso partire per recarmi in una spa immersa nella campagna toscana.

Sono una camminatrice: la mattina imposto le sveglia un pò prima per potermi recare al lavoro a piedi (da casa al lavoro sono 3,2Km), oppure se non ho impegni torno dal lavoro a piedi per rilassarmi e sfogarmi. Dopo una bella mangiata una camminata per “smaltire” e/o digerire è sempre piacevole. Oppure la domenica mattina io e Fabio siamo soliti camminare da casa nostra verso il centro o nel parco più vicino a casa per rallentare la frenesia e la tensione accumulate durante la settimana. E’ bellissimo e rilassate vedere le persone consumare le loro colazioni sorridenti nei bar o i bambini che corrono spensierati nei parchi.

Camminare è un’attività che dovremmo praticare tutti quotidianamente: brucia i grassi, rallenta il battito cardiaco regolarizzando la pressione, non è traumatica per ossa e muscoli, abbassa i livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue, rilassa liberandoci dallo stress.

Leggendo i benefici di una camminata su internet, mi sono imbattuta in un articolo riguardo la meditazione camminata. Mi sono incuriosita e dovevo assolutamente saperne di più. Così ho letto la guida di Volker Winkler “Meditazione camminata: Passo dopo passo” . L’autore è un interprete che vive a Lugano e impara e pratica la meditazione e la trasformazione della mente nel centro di meditazione Haus Tao presso il maestro Marcel Geisser.

Proverò a spiegare come funziona la meditazione camminata un pò da “profana”.

La chiave della meditazione non è sfuggire alla realtà e ai pensieri negativi o al presente (come io pensavo e molti altri pensano), ma al contrario è un disciplinare i pensieri, aprirsi loro per affrontarli poi in modo consapevole.

Occorre concentrarsi sul respiro, così posso liberarmi dall’influsso controllato dei pensieri.

Ricordo che la meditazione camminata non è una semplice passeggiata, ma è un esercizio mentale, nel quale mi concentro su respiro e su tutte le sensazioni trasmesse dalla natura e dall’ambiente circostante.

Occorre camminare con naturalezza, lo sguardo leggermente avanti e le braccia rilassate lungo i fianchi. L’attenzione va indirizzata all’atto di camminare in sè, al contatto dei piedi e delle scarpe a terra, alle condizioni del terreno, al movimento delle gambe, sentire i vestiti che sfiorano le gambe, il vento che sfiora la pelle.

Non occorrono spazi particolari, la meditazione camminata si può benissimo praticare anche in casa, ai giardini pubblici, nel proprio giardino. L’importante (soprattutto per gli inesperti come me) che non vi siano distrazioni od ostacoli.

Vi sono alcuni tipi di camminata meditativa:

  1. Meditazione Vipassana molto lenta: il tragitto non deve essere lungo ma dai tre ai dieci metri e occorrono 20-30 minuti al massimo (per comodità impostate magari una sveglia). Per chi si approccia per la prima volta a questa pratica sono consigliabili sedute brevi anche di cinque minuti, data l’intensità della meditazione Vipassana. La camminata qui è molto lenta, dovete concentrarvi unicamente sulla vostra camminata: sentire il piede destro che si alza, compie il passo per poi tornare al suole, intanto il piede sinistro si alza, compie il passo fino a toccare il terreno e così via. Lasciate fluire i pensieri, non concentratevi su quelli ma solo sulla camminata e sulle sensazioni trasmesse dai vistri piedi e dalle vostre gambe, ponetevi con amore e gioia nei confronti dell’ambiente circostante.
  2. Meditazione lento zendo Kinhin: in questo tipo di meditazione entra in gioco il respiro.Primo passo ed inspiro, secondo passo ed espiro, quindi vi è un’intensa concentrazione . Per iniziare occorre assumere un atteggiamento rilassato, comodo ma vigile, dovete sentire i vostri piedi che poggiano a terra e le sensazioni trasmesse dal corpo. Non pensate, non esprimete giudizi. Ok, ora inspirate e procedete col primo passo, espirate e procedete col secondo passo. Ripeto: state concentrati sul respiro poi sull’intero corspo. L’andatura  non deve essere eccessivamente lenta ma naturale. il respiro è il vostro migliore amico
  3. Meditazione camminata 3×1: questa è quella che mi è riuscita meglio. Inspirate e dopo tre passi espirate. Attenzione! Il movimento deve seguire il respiro: non controllate il respiro per adattarlo al movimento! NO! La respirazione deve essere naturale e non manipolata. Questa meditazione vi porta ad un’andatura lenta ma piuttosto naturale e per questo potete praticarla anche all’aperto, liberi di incrociare sguardi e fare brevissimi accenni di saluto. Quando si medita all’aperto con pratiche cosi intense sarebbe bene farlo in luoghi tranquilli o segnalare con un cartello che state meditando (almeno finchè non diventiamo esperti e la pratica verrà eseguita con spontaneità). La nostra mente tenderà sempre a portare il pensiero a nostre esperienze passate, si immagina il futuro, si focalizza sui problemi, ma noi smettiamo di far lavorare la mente in quel senso, concentriamoci sul presente, sul luogo in cui ci troviamo, lasciamo fluire con serenità pensieri e sensazioni.
  4. Escursione meditativa: in questo tipo di meditazione risulta più difficile concentrarsi sul respiro o sulle sensazioni, ma la mente va volta alla natura e al suo muoversi in essa. Occorre però rimanere sempre consapevoli, avere coscienza dell’attività dei pensieri. Dobbiamo aprirci allo stupore della natura, degli animali, del cielo, lasciarci prendere dalla meraviglia dell’ambiente che ci circonda. Se vi viene difficile lasciare fluire senza alcun giudizio i vostri pensieri, allora provate a ringraziare: ringraziate per la natura che vi circonda, per le vostre scarpe da trekking che vi proteggono dal terreno poco stabile, per il lavoro che vi ha permesso di acquistarle, ecc.ecc.
  5. Jogging meditativo: (il mio preferito) già la corsa in sè ci permette di far affluire i nostri pensieri con una certa consapevolezza. Inoltre anche la percezione del nostro corpo diviene abbastanza naturale: ascoltare il nostro battito cardiaco, cercare di rallentare il respiro per mantenere il giusto ritmo, sentiamo il terreno sotto i nostri piedi (il cambiamento del sottosuolo da asfalto a terreno, la radice di un albero o una buca della strada ci mette in condizioni di rendere le nostre caviglie più elastiche e richiede un riequilibrio del nostro corpo), è più facile sentire l’aria sfiorare il nostro viso, sentire il sudore che piano piano ci bagna. Da non sottovalutare poi il rilascio di endorfine che segue una sessione di jogging che porta ad un naturale rilassamento consapevole.

 

L’importante, lo ripeto, non è sfuggire i pensieri ma un incorrere in tutte le sensazioni,  pensieri, sentimenti che affiorano senza alcun tipo di giudizio.medcam-225x300

L’autore è un esperto e pensate che riesce a meditare anche in fila alle poste. Risultato? Non viene assalito dall’ansia e dallo stress di tutti: fare velocemente per fare altro ancora velocemente. Non vi è alcun bisogno di creare costantemente bisogni o situazioni in cui incorrere, ma vivere il momento.

La meditazione è stata di grande aiuto, così racconta Winkler, anche per affrontare in un altro modo anche la malattia del figlio.

Come vi ho detto si può praticare meditazione camminata anche in casa e con sedute di un breve lasso di tempo. Credetemi provatelo! Vi consiglio anche la lettura di questo libro pieno di sorprese!

 

 

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