Stanchezza e paura: spezzare il legame e vivere meglio

Stanchezza e paura. Puoi pensare che siano due cose assolutamente slegate. Pensi “io sono stanca/o perchè lavoro tanto”, ho una famiglia a cui pensare”… Eppure anche i single sono stanchi…vedi la pubblicità di mille integratori, li assumi ma nulla cambia.

_homer      stanchezza Belgium

Allora fermati! Prova a pensare cosa mi fa paura?

Eh si… stanchezza e paura sono fortemente legate tra loro. La paura attiva una parte del nostro cervello, l’amigdala, che aumenta la nostra attenzione. Si la paura crea stanchezza e stress. Mette il tuo cervello e fisico in condizioni di continua allerta e difesa. Per questo ti senti stanco: fai sempre la guardia! Ricorda anche che la paura prevale sulle altre emozioni e ti impedisce di viverle fino in fondo!

Non tutte le tue paure sono consce, per questo è necessario fermarsi un attimo e magari provare a meditare.

Purtroppo si vive di paure: paura del capo, paura di sbagliare, di fare un incidente in mezzo al traffico, paura che qualcosa vada storto.

Ad esempio io avevo paura anche quando stavo vivendo un momento felice. Temevo che finisse, che si verificasse qualcosa di poco piacevole.

Ora pensa: di cosa ho paura? Cosa vivo con ansia? Rilassati e lascia che i pensieri scorrano.

Poi la svolta: ripeti “io mi voglio bene”. Basta!! Supera i dubbi e le paure. Innanzi a tutto inizia a prenderti cura di tè stessa/o. Cura l’aspetto fisico, fai un pò più movimento e indossa qualcosa di nuovo (non occorre sia costoso).

Soprattutto prova a cambiare le piccole abitudini. Parlerò di questo più approfonditamente nel mio prossimo infoprodotto.

Non si tratta di stravolgere la vita (un cambiamento improvviso potrebbe essere causa di ulteriore stress emotivo), ma di cambiare proprio quelle piccole “usanze” che spesso ci danno conforto.

Infatti, anche se a livello inconscio, ti “nascondi” dietro quei piccoli gesti e atti che ti danno sicurezza: fare colazione alla stessa ora, mangiare le stesse cose, percorrere la stessa strada per andare al lavoro ecc ecc. Allora da domani cerca una strada alternativa e cambia percorso per andare al lavoro. Cambia il menu della colazione. Usa più la mano sinistra per svolgere le piccole attività.

Cerca di avere dei rapporti con le altre persone di qualità. Stai con amici veri e sinceri o più con la tua famiglia. L’importante che tu non provi solitudine, ma che ti senta libera/o di esprimere te stessa/o.

Cerca di superare le paure quotidiane. Non pensare che puoi sbagliare, ma respira profondamente e pensa alla soddisfazione di svolgere un buon lavoro. Questo atteggiamento di impedisce di vedere gli ostacoli ma ti permette di andare oltre e focalizzarti sul risultato.

images1

Alzati mezz’oretta prima del solito, svolgi 10 minuti esercizi fisici (basta un pò di stretching) , dieci minuti di meditazione e dieci minuti di lettura.

Durante la meditazione liberati da tutti i pensieri, lasciali correre, prendine consapevolezza, ringrazia per qualcosa di bello.

La fattoria di Rivalta: due giorni e una nuova vita

ruralblog

La fattoria di Rivalta: un’esperienza unica per vivere una nuova vita!!

Il paese di Rivalta si colloca a 360 metri su livello del mare, sullo sperone che emerge dal rio Madolo e dal Masdone e dista circa 30 minuti da Parma. Qui e a Torre di Traversetolo si trova un fenomeno geologico curioso. Gorgogliano dei veri e propri vulcanelli di fango: i barboj, chiamati così dagli abitanti dei paesi a causa del loro borbottio. Da qui il nome Parco Barboj.

Questi vulcanelli eruttano di continuo, facendo fuoriuscire acqua salata, idrocarburi, metano e anidride carbonica.

In passato si riteneva che quest’acqua fosse medicamentosa. Vi è testimonianza in scritti che risalgono al XVII secolo.

Il Parco Barboj e la fattoria di Rivalta  hanno visto una vera e propria rinasciata in questi ultimi anni grazie al Rural Festival, che si svolge nel primo weekend di settembre.  Il festival della biodiversità. In queste due giornate migliaia di persone accorrono per conoscere animali di antiche razze. Assaggiano prodotti a km0 e  frutti antichi. Si possono vedere tecniche di allevamento e di agricoltura e passare qualche ora immersi nella natura tra viti e frutteti. I bambini possono fare un giretto sulla schiena del mulo e farsi un giretto sul trattore col contadino.  Inutile dire che divertimento e spasso sia per i più piccoli!! Vengono organizzati anche veri e propri laboratori per bambini. Si crea cosi un piacevole incontro tra bambini e campagna. Incontro, questo, sempre più raro. Ma diciamolo…il divertimento è anche per noi bambini un pò cresciuti ;).

ruralblog2

Ma la meraviglia della fattoria di Rivalta non si limita solo a queste due giornate ma la si può vivere in qualsiasi momento dell’anno.

Infatti sono state installate delle vere e proprie capannine di legno nel vivo del Parco Barboj.

Queste capannine affacciano sul meraviglioso e rilassantissimo paesaggio collinare del parco.

In queste stanze vi sono solo due letti, una fantastica terrazza, un lavandino e fornello per sorseggiare una tisana calda nella pace del tramonto. I meravigliosi servizi (personali) dotati di sauna sono in cima al colle.

Ma il fascino di passare una notte in fattoria non è solo il panorama, ma lo stile di vita.

Appena si entra nel proprio bagno si trovano stivali, guanti e grembiule!! E diamo in via alla giornata!!

Dopo esserci rilassati al tramonto e aver passato la notte circondati dal silenzio della notte ci si sveglia dalle luci dell’alba. Ci si gode lo spettacolo e poi via al lavoro! Ebbene si!! Se vuoi fare colazione puoi assaporare i fantastici prodotti dell’azienda agricola oppure vestirti e andare a mungere le vacche e raccogliere qualche uova fresca per una colazione sana e nutriente.

Durante la giornata potrai aiutare a svolgere i lavori in fattoria: dare da mangiare agli animali, pulire le stalle, curare le viti e i frutteti. Potrai andare a raccogliere il miele per te.

A fine lavori potrai goderti una sauna rilassante e farti una doccia calda.

Questa è una vacanza che potrei fare anche d’inverno: non puoi perderti il fantastico panorama innevato e gli animali che si avvicinano alle capannine!!

Ora penserai: ma che vacanza è? E’ un vero e proprio tuffo nel passato. Ci si allontana dallo stress cittadino. Lì non esistono cellulari, computer. Sei tu e la natura. Sporcarsi le mani cosi aiuta a sfogarsi, a dimenticarsi di tutti i pensieri negativi e …ci si diverte tantissimo. Si respira aria sana e si mangiano prodotti a km0 nutrienti e senza conservanti. Ti sembrerà di essere stato lontano due mesi, non due giorni!

Un’esperienza unica ed irripetibile!!

Credetemi, provatela!!! E mi raccomando fammi sapere.

ruralblog1 ruralblog3

Se questo articolo ti è piaciuto o pensi sia stato utile metti un Like e/o Condividi.

 

Rimedi per l’ansia: religione, preghiera e meditazione

 

preghiera_mani-sole

Rimedi per l’ansia…tra i più insoliti spuntano religione e preghiera oltre la meditazione.

Nel web imperversano articoli per aiutarci nella nostra battaglia quotidiana contro ansia e stress.

Rimedi tutti validi e importanti da seguire.

Ma navigando ho trovato un articolo diverso che parlava di una ricerca svolta dall’università di Toronto e pubblicata sul “Psychological Science” che conferma la fede e preghiera come rimedi per l’ansia.

Mi ha incuriosito e ho voluto approfondire la ricerca.

Michael Inzlicht e il suo staff hanno confrontato tramite il test di Stroop come individui credenti e non reagissero in modo differente a stimoli di pericolo e errore. Il test di Stroop consiste nell’applicazione di elettrodi per misurare la risposta del cervello ad uno stimolo.

In questo studio ci si è concentrati in particolare sulla corteccia angolare. Quest’ultima è la parte del nostro cervello in grado di elaborare situazioni di pericolo e problemi a livello inconscio. Dagli studi si è notato che l’attività della corteccia angolare risulta essere minore in individui credenti rispetto ad individui atei in caso di errore.

Conosco molte persone credenti di fede cristiana cattolica e potrebbe essere utile per loro concepire la religione anche come un aiuto concreto per combattere lo stress quotidiano.

Il discorso della fede religiosa e la preghiera però vale per qualsiasi religione e credenza, non necessariamente  quella cristiana.

Ma vediamo quali aspetti della preghiera possono essere importanti come rimedi per l’ansia.

La preghiera consiste nel mettersi in contatto con il “sacro” tramite parola e/o pensiero. Si prega per lodare, chiedere aiuto, ringraziare, semplicemente sfogarsi, ringraziare, chiedere una grazia ed esprimere devozione.

La preghiera quindi è semplicemente un dialogo, spesso colmo di speranza con qualcosa o qualcuno che consideriamo più “grande di noi” al quale riponiamo tutta la nostra fiducia e devozione.

Al momento della preghiera siamo solo noi e il nostro divino. Quindi ci mettiamo in una condizione di pace.

Durante l’atto di preghiera ci concentriamo spesso sui noi problemi, sulle nostre richieste, sulla richiesta di aiuto per superare le difficoltà o trovare una soluzione a situazioni avverse.

Tutto questo non solo ci permette uno sfogo che spesso può portare ad una minimizzazione del problema, ma ci rende anche consapevoli.

Infatti siamo concentrati sul qui ed ora, ci concentriamo sulle nostre sensazione, i pensieri scorrono a raffica. In un primo momento scorrono di getto, tutti insieme in modo confuso e disordinato. Piano piano prendono forma e ordine, li si libera poco per volta e si prende consapevolezza.

Il fatto di rivolgersi ad un essere considerato superiore, ci fa sentire più al sicuro. Sentiamo conforto, fiducia. Sappiamo in qualche modo che le nostre tribolazioni sono ascoltate e da questo ne traiamo conforto e benessere.

Nel porre delle richieste acquistiamo fiducia e ci sentiamo più forti perchè sappiamo che queste verranno ascoltate ed esaudite.

E’ importantissimo anche l’aspetto del ringraziamento. Durante l’atto della preghiera (di solito all’inizio), si ringrazia la divinità per le cose belle che abbiamo nella vita. Ciò ci porta a concentrarci sugli aspetti positivi e la gratitudine dà sensazioni positive e di incoraggiamento.

Quando abbiamo ringraziato, ci siamo liberati da problemi, abbiamo richiesto aiuto ci sentiamo confortati, speranzosi e quindi più forti. Con la preghiera prendiamo consapevolezza, facciamo ordine tra i nostri pensieri e ci inondiamo di sensazioni positive.

Magari quando rientriamo dal lavoro invece di “divanarci davanti la tv” proviamo a rivolgere un ringraziamento e a parlare con qualcuno di più grande di noi nel quale riporre tutti noi stessi.

Se questo articolo ti è piaciuto e/o pensi sia stato utile metti un Like e condividi.

x-art

 

Gentilezza: la rivoluzione del buonumore!

 

Gentilezza è felicità.

gentilezzablog

Ebbene sì! La ricerca ha confermato che  la  pratica della gentilezza migliora notevolmente la vita.

Viviamo in una società frenetica, le persone sono sempre di corsa, spesso insoddisfatte  e sempre più “arrabbiate”.

Si perde il senso dell’umanità…non ti è mai capitato di evitare una persone che conosci proprio perchè eri di fretta e non avevi tempo per scambiare un saluto?

Ecco basta con questi atteggiamenti!! Praticate gentilezza!! Dire un “ciao, come va? scusa ma sono di fretta!” avrebbe fatto la differenza!

Ti avrebbe fatto sentire una persona migliore, non ti saresti sentito in colpa e avresti sorriso.

La gentilezza andrebbe praticata sempre, per buona educazione e rispetto. Purtroppo il mondo è cambiato!

Ma non accettare sempre tutto passivamente e ribellati!! Sii gentile. Inizia dalle piccole parole come “per favore”, “prego” e dalla parola più importante di tutte “grazie“. Saluta e sforzati di sorridere. Infatti sappiamo che sorridere stimola la produzione degli ormoni del buonumore.

Se vedi qualcuno in difficoltà chiedi se ha bisogno, non far finta di niente.

Innanzi a tutto è un esempio per chi ti circonda, che sarà contagiato dalla tua gentilezza, ancor più importante se hai dei figli.

Essere gentili aiuta te e il prossimo a rilassarsi, a sentirti a proprio agio e ad abbassare le barriere che innalziamo a causa di pregiudizi sempre più forti e duri. Proprio per questo migliora il nostro umore, ci consola e ci fa sentire apprezzati.

Si dice che a Natale si è più buoni, continuiamo ad esserlo. Rimaniamo in questo spirito di gentilezza, armonia e pace.

Non parlo assolutamente di falso buonismo. Al lavoro spesso tante persone entrano, passano senza salutare, spesso facendo finta di guardare il telefonino.  In un primo momento non nascondo che mi innervosisco  tantissimo, poi decido comunque di porgere un saluto. In un primo momento la persona mi guarda stranita e stizzita, poi mi saluta e si lascia andare a qualche chiacchiera.

La gentilezza non fa male a nessuno. Da piccola (almeno la mia generazione), i genitori, i nonni e gentbloggli zii mi insegnavano prima di tutto l’educazione, il rispetto dell’altro e la gentilezza.

Lo so è lunedì e per molti di voi può essere davvero dura riprendere la settimana. Ma rendi migliore il tuo giorno, inizia proprio da oggi!! Sii gentile! Inizia col salutare il tuo vicino di casa sul pianerottolo appena esci e chiedi come sta. Chiedi alla/al barista un caffè per favore!

Inizia da oggi la rivoluzione: sii gentile!!

Se questo articolo ti è piaciuto o se pensi sia stato utile metti un Like e/o Condividi.